mercoledì 21 novembre 2018

Freddo invernale, rischio disidratazione: bere come in estate



Sembra un controsenso, eppure il freddo invernale e il calo delle temperature sono una delle cause della disidratazione: a confermarlo è Elisabetta Bernardi, specialista in Scienza dell' Alimentazione e membro dell'Osservatorio Sanpellegrino, secondo cui «diversi fattori possono aumentare il rischio di ipoidratazione, come una diuresi maggiore indotta proprio dalle basse temperature, un ridotto senso della sete e il sudore provocato da un eccessivo aumento della respirazione con l'esposizione al freddo e all'alta quota». Inoltre, spiega l'esperta, «durante i mesi invernali il sudore evapora più rapidamente nell'aria fredda e secca».

 
Il consiglio quindi è quello di non aspettare lo stimolo della sete per bere, dato che si attiva quando la perdita di acqua supera lo 0,5% del peso del corpo, «ma di bere costantemente lungo l'intero arco della giornata. Un gesto semplice ma fondamentale, a maggior ragione per anziani e bambini, categorie particolarmente a rischio». Anche per questo, conclude Bernardi, non bisogna sottovalutare il rischio disidratazione durante l'inverno, perché «può aiutare a evitare sintomi che, nella forma lieve a moderata, possono riguardare secchezza della bocca, sonnolenza, affaticamento, mal di testa, stitichezza, vertigini e un generale senso di malessere. La grave disidratazione invece può causare estrema sete, forte sonnolenza nei neonati e nei bambini, irritabilità e confusione negli adulti, occhi infossati e una sensazione di svenimento quando ci si alza velocemente».

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