venerdì 31 maggio 2019

Perché l'uomo cammina? La “colpa” è di una supernova. La scoperta dopo 2,6 milioni di anni



C'è un responsabile del fatto che camminiamo: la 'colpa' è di una supernova. L'uomo è stato 'spinto' a camminare su due gambe per l'esplosione di una supernova, avvenuta fra 8 e 2,6 milioni di anni fa a 163 anni luce dalla Terra: questo spettacolo di fuochi d'artificio cosmico ha bombardato l'atmosfera, caricandola con un'enorme quantità di elettroni e aumentando, così, la frequenza dei fulmini.

La conseguenza è stata il moltiplicarsi di incendi nelle foreste in cui ancora vivevano i nostri antenati, spinti quindi a muoversi nella savana per sfuggire alle fiamme. È quanto emerge dallo studio pubblicato sulla rivista Journal of Geology dal gruppo dell'Università americana del Kansas, coordinato da Adrian Melott. Lo studio è basato sull'analisi della presenza nei fondali oceanici di un raro isotopo del ferro, il ferro-60, legato secondo gli astronomi proprio alle esplosioni di supernove.


 

I ricercatori hanno, inoltre, osservato negli stessi sedimenti un ampio strato di carbone e fuliggine. «Questo strato è diffuso in tutto il mondo, anche in diverse zone climatiche, e nessuno è riuscito finora a spiegarne il motivo. Noi crediamo possa essere legato agli incendi innescati dall'esplosione della supernova», ha spiegato Melott. «A quel tempo, i nostri antenati avevano già la tendenza al bipedismo, ma erano ancora abituati ad arrampicarsi sugli alberi», ha aggiunto. «La nuova vita nella savana li spinse, però, a camminare più a lungo e più spesso attraverso la prateria, tra un albero e un altro, e questo adattamento perfezionò l'andatura bipede. Una caratteristica - ha concluso Melott - che offriva indubbi vantaggi, a partire dalla possibilità di osservare da lontano l'eventuale presenza di predatori». 

mercoledì 22 maggio 2019

Per dimagrire davvero bisogna stare zitti, lo dice la scienza



Se le avete provate proprio tutte e quei chiletti di troppo non vanno via, vi consigliamo di abbracciare una nuova filosofia alimentare che potremmo definire “dieta del silenzio”. I vantaggi sono numerosi e non soltanto relativi alla bilancia: fare voto di silenzio, o comunque allontanarci da musica e tv durante i pasti, ci aiuta a concentrarci di più sulla nostra masticazione.


 

Esistono de dati scientifici a supporto della dieta del silenzio che ci invitano a “mangiare con le orecchie”: l’effetto “crunch” della masticazione ci aiuterebbe a prendere più consapevolezza di quanto stiamo mangiando.

martedì 14 maggio 2019

Obesità, scoperta nel fegato la proteina che la aggrava: eliminandola risultati sorprendenti



Un gruppo di ricercatori dell'Università di Wuhan, con sede nella provincia cinese di Hubei, ha osservato nel corso di esperimenti condotti sui topi che quando questi manifestavano una formazione minore di lipidi nel fegato, aumentava la sintesi degli acidi grassi nel tessuto adiposo, a dimostrazione che potrebbe esistere un fattore secreto dal fegato che contribuisce all'obesità.



 

Gli scienziati cinesi hanno identificato una proteina secreta dal fegato dei topi che stimola la formazione di grasso in altri organi e aggrava l'obesità, una scoperta che promette di fornire nuove strategie per il trattamento dell'obesità e dei disturbi correlati.  Utilizzando metodi genetici, hanno identificato la Gpnmb, una proteina appunto prodotta dal fegato che attiva la sintesi degli acidi grassi nel tessuto adiposo bianco, riduce il dispendio di energia e aumenta la resistenza all'insulina. I ricercatori hanno poi preso in esame la possibilità che la rimozione genetica del Gpnmb sia efficace nel trattamento dell'obesità. Hanno iniettato nei topi un anticorpo anti-Gpnmb e hanno scoperto che una volta che la proteina era stata inibita nel fegato, si riduceva il peso dell'animale e aumentava la produzione di calore e la sensibilità all'insulina. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature Metabolism all'inizio di questo mese.