martedì 27 agosto 2019

Sei ottimista? La tua vita sarà molto lunga, 15% in più dei pessimisti


Chi è ottimista vive più a lungo: è stata osservata una stretta relazione fra l'affrontare la vita in modo sempre positivo e la longevità. In media l'ottimismo allunga la durata della vita dell'11-15% in più rispetto ai non ottimisti, come documenta uno studio dell'università di Boston pubblicato sulla rivista dell'Accademia americana delle scienze (Pnas).

Fra gli over 85 sono più numerosi coloro che affrontano la vita in modo positivo, e questo indipendentemente dallo stato socio-economico, le condizioni di salute, la depressione e lo stile di vita. Non solo dunque essere ottimisti protegge di più dalle malattie croniche e da una morte prematura, come hanno accertato precedenti studi, ma dà maggiori probabilità di avere anche un'eccezionale longevità.


 

Una conclusione a cui i ricercatori, guidati da Lewina O. Lee, sono giunti analizzando i dati raccolti nell'ambito di due studi, uno condotto su 69.744 donne e l'altro su quasi 1500 uomini. L'età media delle donne, al momento della loro valutazione sull'ottimismo nel 2004, era di 58-86 anni, mentre la loro mortalità è stata rilevata nel 2014. Per gli uomini l'età media al momento della valutazione dell'ottimismo, fatta nel 1986, era di 41-90 anni, mentre la mortalità è stata controllata nel 2016. Gli studiosi hanno così osservato un aumento della longevità associato ad un maggior ottimismo, pari in media all'11-15%. Il che, concludono, suggerisce che l'essere ottimisti possa essere un fattore importante per invecchiare in salute.

lunedì 26 agosto 2019

I cani fanno bene al cuore e allungano la vita: il segreto è seguire le loro attività


Il cane è il miglior amico della salute dell'uomo. E del suo cuore. Infatti, avere un cane, tra passeggiatine mattutine e serali e corse al parco, migliora l'attività fisica. Il segreto è seguire le sue attività di gioco e non farsi prendere dalla pigrizia. È questa la conclusione di uno studio che ha anche firme italiane: quelle di tre ricercatori dell'Università di Catania. Il team di ricercatori siciliani ha lavorato allo studio condotto anche dal dipartimento di Medicina cardiovascolare della Mayo Clinic di Rochester (Usa) e dall'ospedale universitario Sant'Anna di Brno, in Repubblica Ceca.

Proprio nella città dell'Est Europa, da gennaio 2013 a dicembre 2014 sono state esaminate circa 2.000 persone. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Mayo Clinic Proceedings: Innovations, Quality & Outcomes, ha dimostrato un'associazione tra il possedere un cane e la salute del cuore, secondo quanto già osservato dall'American Heart Association in termini di attività fisica e riduzione del rischio di malattie cardiovascolari. In altri studi possedere un cane è stato collegato a una migliore salute mentale e a una minore percezione dell'isolamento sociale, entrambi fattori di rischio per gli attacchi di cuore.


 

«In generale, le persone che possedevano un animale domestico avevano maggiori probabilità di fare più attività fisica, di avere una dieta migliore con un livello ideale di zucchero nel sangue - sottolinea Andrea Maugeri ricercatore dell'ateneo siciliano che ha condotto lo studio - In quanto alla scelta dell'animale da compagnia i maggiori vantaggi di avere un animale domestico sono stati per quelli che possedevano un cane, indipendentemente dalla loro età, dal loro sesso e dal loro livello di istruzione».

sabato 24 agosto 2019

Diabete, un italiano su 60 non sa di averlo: complicanze per il 30%



Aumentano i casi di diabete in Italia. I pazienti negli ultimi 30 anni sono più che raddoppiati, ma un italiano su 60 non sa di soffrirne e 3 su 10 hanno già complicanze. È quanto emerso oggi al Meeting Salute di Rimini dall'incontro 'Parliamo di diabete', che ha riunito diabetologi, esperti e associazioni. «Si infoltiscono sempre più le fila dei casi italiani di diabete che nel 1985 erano circa 1 milione e mezzo e che oggi hanno raggiunto i 5 milioni (dati Sid, Società italiana di diabetologia) - evidenziano gli esperti - Un dato esponenziale destinato a crescere, che non si sta rivelando indicatore di un processo di prevenzione e individuazione di persone con diabete, visto che non conteggia il milione di italiani che non sanno di essere già malati».

Secondo gli specialisti, il fattore tempo si conferma discriminante «al punto da penalizzare già il 30% di queste persone, che riportano complicanze micro o macrovascolari, dato allarmante confermato da uno studio danese che ha coinvolto 7 mila pazienti». I numeri della ricerca scandinava «devono contribuire a estendere il 'sospettò che proprio un paziente su 60 che si rivolge a noi è una sicura diagnosi precoce di diabete. Abbiamo strumenti e strutture in grado di poter intervenire in tempo più che utile - spiega il relatore del Meeting Walter Marrocco, responsabile scientifico della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) - e accompagnare il paziente fin da subito nel difficile e lungo percorso che il diabete comporta; indubbiamente, è tuttavia auspicabile un maggior riconoscimento e continuo sostegno da parte delle Istituzioni».


 

Una volta diagnosticato il diabete, entra in gioco il ruolo di chi dovrà gestire la malattia. La precocità dell'intervento permette anche un'importante pianificazione della terapia nel tempo e, grazie ai successi della ricerca, di condurre una vita più serena. «La vera sfida di noi diabetologi e dei colleghi di medicina generale è responsabilizzare i pazienti alla gestione quotidiana del diabete - precisa Riccardo Fornengo dell'Asl Torino 4 Chivasso Piemonte, consigliere nazionale dell'Associazione medici diabetologi - una patologia cronica spesso asintomatica e che, se non curata, ha un enorme impatto sulla qualità e sull'aspettativa di vita delle persone. Una sfida che può essere affrontata solo assieme». Molti gli argomenti affrontati nel corso dell'incontro riminese: dagli effetti paradossali e collaterali della cronicità, alle 'bufalè più diffuse ('ho un pò di diabete, non posso più mangiare dolci...'), fino alle ultime innovazioni farmacologiche e tecnologiche.

«Le tecnologie possono accompagnare il cambiamento rendendo la gestione del diabete meno 'pesantè, oltre a offrire un miglioramento clinico - continua Fornengo - Il livello di precisione dei device a disposizione ha segnato un cambiamento epocale nella gestione del diabete. Spiego sempre che ora possiamo addirittura 'indossarè i dispositivi viste le dimensioni molto ridotte, la mancanza di fili, tubi e cateteri, evitando le punture quotidiane alle dita e le iniezioni ripetute. Ritengo corretto che il paziente debba essere informato e aggiornato, e ringrazio di poterlo fare anche in questa importante occasione». «Anche in campo scientifico - conclude l'esperto - sta crescendo l'interesse e la necessità di dimostrare il livello di efficacia di questi dispositivi e dei cambiamenti che comportano in termini di qualità di vita. In uno dei più recenti registri su quasi 2 mila pazienti adulti e pediatrici in terapia, l'uso di due nuove tecnologie semplici da usare, ma di alto profilo tecnologico, ha dimostrato un controllo glicemico superiore rispetto a quello osservato nel Registro nazionale americano».

mercoledì 21 agosto 2019

Il vino rosso fa dimagrire: «Un bicchiere prima di dormire vale un'ora di palestra»



Un bicchiere di vino o due prima di coricarsi possono aiutare a perdere peso, dato che equivale a un'ora in palestra. Se si è in cerca di tecniche alternative per la dieta, allora una buona soluzione potrebbe essere questa. I nuovi risultati ottenuti dall'Università di Alberta in Canada, infatti, hanno affermato che un bicchiere di vino rosso equivale a un'ora in palestra.

La ricerca condotta da Jason Dyck dell'Unio ha scoperto che i benefici per la salute nel resveratrolo, un composto trovato nel vino rosso, sono come quelli che otteniamo dall'esercizio. Il resveratrolo funziona perché agisce per impedire alle cellule di grasso di guadagnare più densità. Questa buona notizia è supportata da scienziati della Washington State University e di Harvard, che hanno scoperto che il tuo bicchiere di vino notturno (o due) può effettivamente aiutare con la perdita di peso. 


 

Secondo gli studi, puoi aiutare a prevenire un aumento di peso del 70% bevendo almeno due bicchieri di vino al giorno e il vino rosso è l'opzione migliore a causa del resveratrolo. Ma per ottenere i migliori risultati deve essere la sera - questo purtroppo non si applica a un bicchiere all'ora di pranzo. 

lunedì 19 agosto 2019

Nadia Toffa, il tumore al cervello: cosa è e come riconoscere i sintomi



Nadia Toffa è morta a causa di un tumore al cervello. Si tratta di una patologia decisamente seria, ma come spesso accade in questi casi ci sono diversi tipi di tumore che possono avere esiti diversi. Il cancro che ha colpito Nadia Toffa era uno di quelli per cui non ci sono cure certe, per il quale la scienza sta lavorando molto, e particolarmente aggressivo.

Le neoplasie, come riporta l'esperta Melania Rizzoli su Libero, che si sviluppano all'interno della scatola cranica, possono essere molto diverse istologicamente, avere diversi gradi di benignità e malignità, di dimensione, di locazione e di crescita, e ciascuna di esse ha una storia naturale differente caso per caso. Tra i benigni il più frequente è il meningioma (30,1%), mentre tra i maligni il glioblastoma (20,3%), l' astrocitoma (9,8%). Si tratta di tumori che nascono nell'encefalo, che si differenziano da quelli secondario, ovvero che si sviluppano nel cervello come metastasi di altri tumori.


 

Come in ogni malattia una diagnosi precoce può dare molte più possibilità di salvare la vita. Nadia, purtroppo, scoprì il cancro quando era ormai radicato e aveva già avuto tempo e modo di prolificare. I sintomi di un tumore al cervello possono essere diversi, partendo da cefalea e nausea che sono i primi segni di ipertensione endocranica, Possono esserci poi problemi della vista come la riduzione del campo visivo, perdita della visione laterale (persone che sbattono regolarmente contro gli spigoli o le porte, o strusciano la fiancata dell' auto) e la visione sdoppiata, così come possono essere un campanello d'allarme i disturbi della sensibilità e della motilità degli arti. Deficit dell'udito, problemi di memoria, disturbi del linguaggio, fino nei casi più estremi ad arrivare a crisi epilettiche sono tutti campanelli d'allarme che non vanno sottovalutati. Ognuno di questi sintomi però può nascondere anche altre patologie è bene capire se si tratta di disturbi persistenti e rivolgersi a un medico che saprà fare una diagnosi concreta.

Oggi il tumore del cervello è tra i primi 5 tipi di cancro più frequenti prima dei 50 anni, ma la medicina sta registrando progressi anche nella cura di neoplasie. Ogni tipo di cancro al cervello ha una sua prognosi, ha una sua cura ed è diverso dall'altro, ci sono sintomi diversi a seconda di quale parte del cervello venga colpita, per questo è bene non sottovalutare mai dei cambiamenti  e rivolgersi a degli specialisti. 

martedì 6 agosto 2019

Dieta, 5 alimenti che pensi facciano dimagrire e invece fanno ingrassare


Siete convinti di mangiare pulito e sano? Considerate la vostra dieta equilibrata però continuate ad avere la pancetta?  È possibile che stiate sbagliando qualcosa. Ecco 5 alimenti che pensate facciano dimagrire e invece fanno ingrassare. 

1. MANGIARE VERDURE NON FA DIMAGRIRE
Anche se sono ricche di vitamine, sali minerali, fibre e antiossidanti... da sole non bastano. Se si eliminano tutti gli altri alimenti e si mangiano solo verdure, si finisce per ottenere l'effetto contrario di quello sperato. Sì, perchè mangiare verdure non sazia a lungo. Ed è più facile cedere alle tentazioni e quindi.. ingrassare! Inoltre non contengono carboidrati e proteine, due nutrienti di cui il corpo ha assolutamente bisogno per funzionare bene.

2. NON USARE L'OLIO È SBAGLIATO
«L’olio extravergine d’oliva fa ingrassare». Quante volte avete sentito ripetervi questa frase? Beh, chi ve lo ha detto si sbagliava. Condire i propri alimenti con l'olio fa bene, anche alle persone che sono a dieta. È un alimento che contiene grassi buoni, antiossidanti e nutrienti ottimi per mantenere la linea. Ha inoltre proprietà antinfiammatorie e contrasta gonfiore e cellulite, favorendo il funzionamento della circolazione sanguigna.

3. MANGIARE PASTA IN BIANCO NON FA DIMAGRIRE
Non nutre. Non sazia. Non fornisce al corpo le giuste calorie e vi lascia affamati. Mangiare sempre pasta in bianco è una abitudine sbagliata. L’ideale,infatti, sarebbe preparare la pasta con verdure di stagione. Altrimenti, sempre meglio una pasta al sugo che contiene più vitamine e antiossidanti. 


 

4. NO AL GELATO COME SOSTITUTO DEL PASTO 
Buono sì, ma non come sostituto del pranzo. Dal punto di vista nutrizionale il gelato non costituisce un alimento completo, ed è anche pieno di zuccheri. Non contiene fibre che permettono all'organismo di saziarsi e quindi accentuano gli attacchi di fame improvvisi.  

5. NO AD ALIMENTI GRIGLIATI 
Anche se potrebbe sembrare un buon modo per non riempire il vostro piatto di condimento.. cuocere tutto alla griglia fa male. È una pratica molto aggressiva e rovina i nutrienti contenuti nel cibo, per prima cosa le vitamine.